Leonardo da Vinci: Differenze 'mbrà revisiune

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Le legge ca cumannene 'a nature se esprimene ausanne 'a matemateche: «Nissuna umana investigazione si può dimandare vera scienza, s'essa non passa per le matematiche dimostrazioni», <ref>Trattate d'a petture, I, 1</ref> restanne ferme 'u pringipie pu quale «ce tu dice ca le scenze, ca acumenzane e spicciane jndr'à cape, tènene veritate, quiste non ge se concede ma se neghe, pe 'nu sacche de raggione; e prime, ca jndr'à certe discorse mendale non ge succede esperienze, senze de quedde ninde dè certezze de sè». <ref>ibidem</ref>
 
Il'U rifiutorifiute dellad'a [[metafisicametafisiche]] non potevage puteve essere espressoesresse injndr'à modo'nu mode piùcchiù nettonette. AnchePure la'a suacongeziona concezionesoje dellde l'[[anima]] consegueconzegue dallda l'approccioapprocce naturalisticonaturalistiche dellede suele ricerche sue: «nelle sue [della natura] invenzioni nulla manca e nulla è superfluo; e non va con contrapesi, quando essa fa li membri atti al moto nelli corpi delli animali, ma vi mette dentro l'anima d'esso corpo contenitore, cioè l'anima della madre, che prima compone nella matrice la figura dell'uomo e al tempo debito desta l'anima che di quel debbe essere abitatore, la qual prima restava addormentata e in tutela dell'anima della madre, la qual nutrisce e vivifica per la vena umbilicale» e concu prudenteprudende ironiaironìe aggiunge checa «il resto della difinizione dell'anima lascio ne le menti de' frati, padri de' popoli, li quali per ispirazione sanno tutti i segreti. Lascio star le lettere incoronate [le Sacre Scritture] perché son somma verità». <ref>Quaderno d'anatomia IV 10 r </ref>
 
Ma ribadisceconferme: «E se noi dubitiamo della certezza di ciascuna cosa che passa per i sensi, quanto maggiormente dobbiamo noi dubitare delle cose ribelli ad essi sensi, come dell'essenza di Dio e dell'anima e simili, per le quali sempre si disputa e contende. E veramente accade che sempre dove manca la ragione suppliscono le grida, la qual cosa non accade nelle cose certe».
 
[[File:Pythagoras theorem leonardo da vinci.png|thumb|right|180px|Dimostrazione graficagrafiche deld'u [[teoremateoreme dide Pitagora]] attribuitaattribbuite a Leonardo]]
 
[[File:Pythagoras theorem leonardo da vinci.png|thumb|right|180px|Dimostrazione grafica del [[teorema di Pitagora]] attribuita a Leonardo]]
Riconosce validità allo studio dell'[[alchimia]], «partoritrice delle cose semplici e naturali», considerata non già un'arte magica ma «ministratrice de' semplici prodotti della natura, il quale uffizio fatto esser non può da essa natura, perché in lei non è strumenti organici, colli quali essa possa operare quel che adopera l'omo mediante le mani», ossia scienza dalla quale l'uomo, partendo dagli elementi semplici della natura, ne ricava dei composti, come un moderno chimico; l'alchimista non può però creare alcun elemento semplice, come testimoniano gli antichi [[alchimia|alchimisti]], che mai «s'abbatero a creare la minima cosa che crear si possa da essa natura» e sarebbero stati meritevoli dei massimi elogi se «non fussino stati inventori di cose nocive, come veneni e altre simili ruine di vita e di mente».
 
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